La presente ricerca prende spunto dallo studio di sei terapiste occupazionali dell’Università di McMaster (Amilton, ON)1, che, mettendo insieme teorie come

  • il modello dei sistemi ecologici di Brofenbrenner2
  • la teoria ecologica di invecchiamento di Lawton e Nahemow3
  • la teoria del flusso di Mihaly Csikszentmihalyi4,
  • il Modello dell’Occupazione Umana (MOHO)5,
  • il Modello dell’Ecologia della Performance Umana (EHP)6
  • il PEOP7

hanno dato vita al modello P.E.O.

Questo modello rappresenta un completamento della teoria ecologica, in quanto introduce nel rapporto a due (Persona e Ambiente) un terzo elemento, l’Occupazione, che non viene considerata più effetto dell’influenza tra Persona e Ambiente ma elemento attivo delle dinamiche della vita.

Numerose riflessioni sul P.E.O. hanno portato nel tempo all’abbandono di un iniziale approccio interattivo-in cui la Persona e l’Ambiente hanno un rapporto di causa ed effetto da cui deriva un determinato comportamento occupazionale-e alla sua sostituzionecon un approccio transattivo 8 in cui c’è interdipendenza e inscindibilità di questi tre elementiin quanto attori di un unico divenire.

Il modello PEO9, rappresentato con un diagramma di Eulero-Venn, mostra che la performance occupazionale è il risultato di questa influenza continua tra la Persona, l’Ambiente e il tipo di Occupazione. Il legame inscindibile tra essi non permette, quindi, di distinguere chi (o cosa) è causa da chi (o cosa ) è effetto, essendo ciascuno causa e contemporaneamente effetto delle variazioni degli altri.

Il peso, però, con cui un elemento interviene nel rapporto con gli altri è destinato a cambiare nel corso della vita, vuoi per l’invecchiamento della persona, vuoi per l’intervento di malattie, vuoi per tanti altri motivi. Questa variabilità viene rappresentata, anche se non in modo completo, nella figura n.1

Fig. 1 -La sub-area PAO o Performance occupazionale si modifica nel corso della vitaper invecchiamentoe anche per l’intervento di malattie, di variazioni ambientali e del tipo di occupazione, che limitano la piena espressione delle potenzialità della persona.La figura fornisce alcuni dei tanti possibili esempi.

Continua a leggere – Capitolo2: Impiego del PEO in Canada

  1. Debra Stewart, Lori Letts, Mary Law, Barbara Acheson Cooper, Susan Strong, Patricia J. Rigby. Modello Persona Ambiente Occupazionein Willard & Spackman Terapia occupazionale, traduzione italiana a cura di Angela Puglisi, 1, Roma 2007, p. 181 e segg.
  2. Per Brofenbrenner l’ambiente di sviluppo è formato da una serie di cerchi concentrici tra loro in relazione.
  3. Secondo questi due autori l’invecchiamento è condizionato dall’ambiente che ci circonda.
  4. Il flusso è uno stato di coscienza in cui una persona è completamente immersa in un’attività.
  5. Il MOHO (Kielhofner & Burke, 1980, in Willard & Spackman Terapia occupazionale, traduzione italiana a cura di Angela Puglisi, 1, Roma 2007, p. 166 e segg.) è un modello che sostiene che il comportamento è dinamico e dipende dal contesto. Quindi pone l’accento sull’influenza dell’ambiente sull’occupazione.
  6. EHP (Winnie Dunn, Linda Haney Mc Clain,Catana Brown, Mary Jane Youngstrom in Willard & Spackman Terapia occupazionale, traduzione italiana a cura di Angela Puglisi, 1, Roma 2007, p. 177 e segg) .
  7. Charles Christiansen, Carolyn M. Baum, Julie Bass The Person-Environment-Occupational Performance (PEOP) Model, praticato negli anni “80 negli Stati Uniti, è un modello di sistemi transattivi, impiegato come guida all’intervento sulla terapia del lavoro.Cfr. https://musculoskeletalkey.com//the-person-environment-occupational…Il PEOP fu pubblicato nel 1991 (cfr. Tesi di Laurea in Terapia Occupazionale di Sara Sgarbossa, Università di Padova2015/16, relatore Prof. Laura Ceriotti Il ruolo della terapia Occupazionale nei Centri Sollievo: una risposta formativa e di supporto all’attività di volontaried utenti).
  8. Mary Law, Barbara Cooper, Susan Strong, Debra Stewart, Patricia Rigby, Lori Letts. The Person-Environment-Occupation Model: A transactive approach to occupational performance, Canadian Journal ofoccupational therapy, Vol. 63 n.1, aprile 1996.
  9. Mary Law definisce il PEO “modello concettuale”, cioè non misurabile, al quale, però si può dare una misura ricorrendo alla COPM (Canadian Occupational Performance Measure). La COPM misura l’autopercezionedel cliente rispetto alla performance occupazionale. Quindi è una misura soggettiva della performance (cfr. Mary Law e altri COPM, quinta edizione, Ottawa 2014). Vedremo invece, che al PEO o PAO (acronimo della traduzione italiana) è possibile dare una misura oggettiva.