Il PEO, come abbiamo accennato nella nota 13, è un modello concettuale, che considera la  Persona, l’Ambiente, l’Occupazione come elementi che s’influenzano a vicenda e concorrono  insieme al raggiungimento della performance del client.

Il terapista occupazionale ascolta il  paziente e/o i suoi referenti e da loro raccoglie le criticità del paziente e le sue aspettative, che però  debbono essere quantificate per permettere i confronti con le valutazioni successive.

La  quantificazione è fatta dallo stesso paziente e/o dai suoi referenti che stabiliscono ciò che per loro è  prioritario risolvere (medicina client centred).

Per ottenere una quantificazione l’operatore  somministra all’interessato la scheda della COPM (Canadian Occupational Performance Measure)  nella quale vengono dallo stesso client valutate le criticità e le aspettative con una scala da 1 a 10 in  base all’importanza che esse hanno per lui. Il cliente stesso, quindi, diventa parte integrante del  team riabilitativo (cfr. COPM quinta edizione, pag.1).  

Facciamo un esempio di come questo modello è impiegato in Canada:

Fig.1 – La figura è un esempio di come possono essere compilate le tre liste di notizie necessarie a conoscere le potenzialità e le criticità di questi tre elementi interagenti tra loro, al fine di organizzare la terapia riabilitativa del paziente. Le tre aree, però, non sempre possono essere presenti funzionalmente. Per esempio, se il paziente è incosciente e deve essere sottoposto a fisioterapia per scongiurare la comparsa di piaghe da decubito, viene a mancare il suo intervento, mentre invece ci sarà l’intervento degli operatori che svolgeranno la loro attività riabilitativa. Ciò sarà graficamente rappresentato solo con le aree dell’Ambiente e dell’Occupazione, che interagendo tra loro formeranno la sub-area AOe le due sub-aree A-ex e O-ex. In questo caso non si può parlare di Performance del paziente in quanto manca l’intervento della Persona (fig. 3. Vedi anche definizione di Performance a pag. 11).
Fig.2
Fig.3 – Le tre sub-aree PA, PO, AO sono importanti in quanto, rappresentando attività o funzioni parzialmente riuscite, necessitano di essere potenziate in modo da diventare riuscite e quindi possano transitare nella sub-area PAO, che  indica appunto il raggiungimento della performance occupazionale. Qualcuna di queste sub-aree può, però, non essere  rappresentata. Per esempio, se la persona è molto motivata e risoluta a risolvere il proprio problema in ogni caso, può  anche non aver bisogno di un ambiente adeguatamente attrezzato e dotato di personale idoneo. In questo caso la terapia  occupazionale può essere svolta dallo stesso paziente con ottimi risultati. Il diagramma di Eulero-Venn, quindi, sarà  rappresentato come nella figura n. 5 (assenza della sub-area AO, che evidenzia il peso dell’intervento degli operatori o  di altri fattori ambientali nella riabilitazione).
Fig.4 – Assenza della sub-area AO. Manca, quindi, un intervento degli operatori e di altri fattori ambientali. La presenza di una piccola sub-area P-ex indica che la Persona ha ancora delle potenzialità inespresse.

I risultati del modello PEO, quindi, si basano su giudizi soggettivi soprattutto del paziente, dei  familiari, degli insegnanti, ecc., sugli scopi finali della terapia riabilitativa. In esso, inoltre, il  diagramma di Eulero-Venn non interviene nella misura delle aree e delle sub-aree ma serve soltanto  ad individuare gli interessi, le abilità e le capacità della Persona e il suo stile di vita, le risorse, le  aspirazioni e le esperienze vissute dal soggetto nel contesto in cui vive e le attività che svolge nella  comunità a livello curriculare ed extracurriculare, fattori questi necessari per il raggiungimento  dell’obiettivo: la cura del paziente in base alle priorità che dichiara di avere. 

Con il test di valutazione PAO i risultati sono invece obiettivi e numerici. In esso il diagramma di  Eulero-Venn è la rappresentazione grafica quantitativa e riproducibile degli esiti del test.

Un diversabile autistico mentre cataloga un libro nella Biblioteca “Lucio Barbera” di Nizza di Sicilia

Continua a leggere – Capitolo3: Il test di valutazione PAO per la misura della Performance occupazionale